I disturbi del sonno

Gli esseri umani passano circa un terzo della loro vita a dormire. Per anni il sonno è stato considerato come una normale condizione che separava la giornata dalle attività della giornata successiva senza pensare che durante il sonno potesse accadere niente di importante se non il solo sognare. Dalla metà del novecento la ricerca scientifica si è resa conto che durante il sonno si verificavano tutta una serie di fenomeni, cardiocircolatori e respiratori, e che alcuni disturbi del paziente durante il giorno erano attribuibili al periodo di sonno.
Tra i vari disturbi  respiratori del sonno il più comune è l’apnea. L’apnea consiste nell’arresto dell’attività respiratoria per una durata superiore ai dieci secondi. Questo fenomeno è molto frequente: interessa il 2-4% della popolazione adulta, in particolare i maschi tra i 40 e i 60 anni, ma anche i bambini possono avere disturbi.
Durante il sonno in tutte le persone si modifica l’attività respiratoria per alterazione dei centri respiratori e la posizione del corpo, inoltre vi è un rilassamento dei muscoli della  bocca e della gola; se questi fenomeni sono particolarmente marcati possono condizionare in alcuni soggetti il russamento mentre in altri possono causare  progressive ostruzioni delle vie aeree che caratterizzano l’apnea.
Durante l’apnea si verifica un calo dell’ossigeno nel sangue e gli episodi terminano con microrisvegli non percepiti dal paziente. In alcuni casi gli episodi sono così frequenti, fino a centinaia, che condizionano una frammentazione del sonno  con episodi di russamento alternati ad arresti respiratori,  tale che il sonno stesso risulta per nulla riposante.
I sintomi segnalati sono solitamente la sonnolenza diurna che può raggiungere vari livelli sino a situazioni pericolose per se e per gli altri (infortuni sul lavoro o incidenti stradali) e il russamento con quadri tali da compromettere la vita di relazione coniugale. Altri sintomi non-specifici sono: la cefalea mattutina, problemi di concentrazione,  cambiamenti nell’umore o nel comportamento, tachicardia, ecc.  I pazienti affetti da apnee ostruttive notturne presentano inoltre un rischio aumentato per accidenti cardiovascolari (infarti, ictus ischemici) e inoltre le apnee sono un fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa.
La diagnosi si effettua con una registrazione notturna (polisonnografia) di tutta una serie di parametri, dal flusso nasale, ai movimenti toracici e addominali, alla posizione durante il sonno ed alla saturazione emoglobinica.
Una diagnosi precoce è fondamentale  per poter mettere in atto tutta una serie di provvedimenti: dai consigli dietetici e  comportamentali (limitare il peso, ridurre i pasti serali, evitare gli alcoolici)  fino a valutazioni ORL o supporti ventilatori notturni (CPAP).

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