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NOVITA' 2018

Risonanza Magnetica Articolare

Cos’è?

La Risonanza Magnetica Articolare viene utilizzata per lo studio approfondito di: gomito, polso, mano, ginocchio, caviglia e piede. Essa consente di ottenere immagini molto precise e dettagliate della componente ossea, cartilaginea, legamentosa e muscolare delle articolazioni e fornisce informazioni sulle patologie di origine traumatica, infiammatoria e degenerativa delle stesse.
Viene, ad esempio, utilizzata per effettuare l’esame del ginocchio, individuando sia gli elementi scheletrici (condili femorali, estremità superiore della tibia, rotula) che i componenti fibrocartilaginei quali i due menischi, nonché i legamenti collaterali e crociati.

A cosa serve?

Si ricorre alla risonanza in prima istanza in caso di distorsioni articolari per individuare con precisione il tipo di lesione ed avviare una corretta terapia; anche in caso di infiammazioni serve ad effettuare una prima diagnosi ed in seguito ad individuare eventuali riacutizzazioni.
In ambito sportivo è utilizzata con frequenza nei casi di traumi dovuti ad eccessivo sovraccarico di tendini e ossa.
L’esame di Risonanza Magnetica e altresì indicato per diagnosticare eventuali complicanze qualora, in seguito a riabilitazione post traumatica o chirurgica, la risposta articolare non sia soddisfacente.
Grazie alla sua accuratezza, la RMN può essere utilizzata per evidenziare problematiche difficilmente individuabili con RX o ecografie, soprattutto se si tratta di tessuti situati in profondità.
Infine, in particolari casi, può essere iniettato nelle articolazioni un mezzo di contrasto per potenziare le proprietà diagnostiche.

Quali sono i vantaggi della risonanza articolare?

La risonanza articolare esclude totalmente i possibili effetti legati alla claustrofobia.

Quali sono le controindicazioni?

L’esame non può essere effettuato:

  • Nelle donne al primo trimestre di gravidanza.
  • Nei portatori di pacemaker cardiaco
  • In presenza di protesi dotate di circuiti elettronici, clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico.

Anche la presenza di alcuni dispositivi intrauterini o protesi interne e l’anemia falciforme possono costituire delle controindicazioni all’ esame.

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